L’automobile è progettata in modo che la batteria di avviamento si ricarichi durante la marcia della vettura grazie all’alternatore.
L’alternatore sfrutta la legge di Faraday relativa all’induzione elettromagnetica. Quando il motore è in funzione, tramite una cinghia mette in movimento il rotore. La rotazione crea un campo elettromagnetico che induce forze elettromotrici negli avvolgimenti dello statore. L’alternatore fornisce così energia elettrica sotto forma di corrente alternata, che viene poi convertita in continua da un raddrizzatore a diodi integrato nell’alternatore stesso per poter essere immagazzinata nella batteria.
L’energia elettrica che produce e che viene stoccata nella batteria serve ad alimentare la reta elettrica di bordo, cui fanno capo tutti i dispositivi elettrici ed elettronici, a partire dal motorino di avviamento fino alle luci passando per i sistemi necessari al funzionamento del motore (accensione e alimentazione) e quelli di sicurezza (Abs, Esp).
Quindi il veicolo non deve rimanere fermo per troppo tempo come settimane o mesi. Infatti, la batteria subisce una maggiore usura se non viene utilizzata e tenere la macchina ferma non è un modo valido per evitarne l’usura.
Pertanto è necessario che l’automobile sia in movimento per garantire la ricarica dell’accumulatore. Eventuali malfunzionamenti del sistema possono essere segnalati dall’accensione della spia con il simbolo della batteria nella strumentazione.